Epoca Numana

Questo è il primo periodo della storia umana, viene fatto coincidere con la fondazione della città di Numa fino al crollo dell'Impero Numano nel 367 AV, circa 700 anni dopo.

Ascesa della Repubblica (AUC 1 – AUC 425)

La storia registrata di Tarah viene tradizionalmente fatta iniziare dalla fondazione della Prima Città, chiamata Numa, nella terra oggi nota come Aldera. Nei primi tempi emerse una repubblica che crebbe fino ad incorporare buona parte di Tarah. Per secoli, la repubblica prosperò, creando un'epoca d'oro di eroi, filosofia e scienza che avrebbe ispirato di Tarani per i tempi a venire. La repubblica era governata da un senato eletto da famiglie nobili, la Vecchia Repubblica diede ai Tarani anche la prima religione formale, una fede panteistica ispirata dai pianeti e dai corpi celesti.

La Caduta della Repubblica, la nascita dell'Impero (425 AUC – 774 AUC)

La Repubblica divenne vecchia e corrotta e alla fine rinacque sotto forma di Impero. L'Imperatore Gaius Philippus Macer, nipote di un popolare senatore, prese il potere con un colpo militare. Secoli dopo nel tentativo di recuperare il potere perduto i Senatori usarono la conoscenza derivata dagli artefatti Syrneth per diventare i primi stregoni umani del mondo. La base di potere cambiò nuovamente e l'Imperatore divenne poco più che una marionetta. L'Impero espanse la sua influenza e i senatori reclamarono le fertili terre di confine.

Il Flagello (774 AUC- 10 AV)

Il primo Flagello giunse nei giorni antecedenti la prima profetessa. L'Impero era sempre stato in guerra con i barbari del Nord, dove oggi sorge Orthand, che nel corso della lunga storia di Numa avevano tentato di invadere le più fertili terre del Sud.

Un giorno però i legionari imperiali si resero conto che gli spostamenti barbarici non erano più composti da gruppi di guerrieri, ma intere popolazioni apparentemente in fuga da un nemico più forte di loro.

Quando le orde demoniache del Flagello si abbatterono sulle terre dell'Impero le legioni erano pronte alla battaglia, ma non ad affrontare un nemico ultraterreno.

La Prima Profetessa (1 AV – 239 AV)

L'inizio dell'età moderna comincia con l'apparizione della Prima Profetessa, Evera. Cinquant'anni dopo la presa di potere dei senatori e un anno dopo le prime schermaglie con l'Orda, una Straniera proveniente dall'isola di Arushalahim apparve di fronte al senato. Proclamò di essere un profeta di un dio chiamato “Theus” e parlò contro coloro che avevano preso il manto della stregoneria, definendola un dono del Creatore su cui i mortali avevano gettato un velo di malvagità con le loro azioni empie. Per questo era divenuta un abominio agli occhi del Creatore. L'uso che ne era stato fatto aveva richiamato l'attenzione dei demoni dell'Orda e di Legione, il loro signore, scatenando il Flagello sugli umani. Asserì che le più alte virtù mortali erano l'Intelligenza e il Libero Arbitrio, due doni che nessun'altra creatura al mondo aveva; era compito dell'umanità usare questi strumenti ed incoraggiare gli altri ad usarli.

La Profetessa aveva formato un ampio culto attorno a se prima di apparire al senato e i senatori la riconobbero come una minaccia alla loro autorità, ma attesero che il suo culto si scontrasse con le forze oscure del Flagello per vedere il risultato finale.

Come c'è scritto sul libro dei profeti, Evera guidò i suoi seguaci alla battaglia da Varlais a Aldera fino a Eldern. I soldati erano di ogni estrazione sociale, dai contadini ai legionari e lei li guidò con il fervore della fede e un acume che pochi tra i generali dell'Impero possedevano. Dopo innumerevoli battaglie contro l'Orda riportò la vittoria finale uccidendo personalmente l'arcidemone che la guidava. I superstiti dell'armata demoniaca furono ricacciati al nord, ben oltre le terre di Orthand e lì rimasero per lunghi secoli.

La Profetessa tornò a Numa e lì chiese udienza con il senato. Nessuno sa cosa venne detto in quella sede e i testi sacri non sono chiari su questo punto. E' noto solo che, appena lasciò le camere del senato la dichiararono una criminale e una traditrice, sfuggì alla cattura, ma fu tradita da uno dei suoi seguaci e la sua ubicazione fu rivelata alle autorità. La notte prima del suo arresto si consegnò spontaneamente alle guardie. Prima di morire però, predisse che dopo di lui sarebbero arrivati tre altri profeti, ognuno con il suo messaggio.

Sfortunatamente per i senatori il culto non morì con la profetessa, ma crebbe in forza e numero con il passare degli anni. Circa due secoli dopo, con una mossa politica che cambiò il mondo, l'Imperatore Danatius dichiarò la fede del Profeta come unica vera religione di stato. Dichiarò inoltre che chiunque si fosse convertito avrebbe ricevuto la piena cittadinanza imperiale; questa azione spinse i senatori a fuggire e a rifugiarsi oltre i confini dell'Impero.

Impero dell'Est e dell'Ovest (239AV – 305AV)

Negli anni seguenti alla nascita del Culto dei Profeti, l'Impero era divenuto troppo grande da gestire e fu diviso in due distinte entità politiche: l'impero d'Oriente e quello d'Occidente. I due Imperi subirono per quasi cento anni l'attacco da parte di barbari, guerre civili e schermaglie di confine. Mentre l'impero d'Oriente riuscì a sopravvivere grazie alla sua maggiore ricchezza e una serie di imperatori illuminati, quello d'Occidente sprofondò in una profonda crisi dalla quale non seppre risollevarsi. Dopo alcune invasioni da parte dei barbari del nord, l'impero d'Occidente crollò, sprofondando Tarah nei cosiddetti “secoli bui”. I discendenti dei senatori unitisi ai barbari, furono nominati governatori locali nei territori di confine, e combatterono fra di loro per acquisire più potere. I confini politici si sfocarono e scoppiarono piccoli conflitti ai quattro angoli del continente.

Il Secondo Profeta (305AV – 306AV)

Il secondo Profeta, come predetto da Evera, arrivò dalle terre dell'Est oggi note come l'Impero Lyzanthi. Come il suo predecessore parlò contro i Senatori e contro l'uso sconsiderato della Stregoneria, ma invece di usare parole di pace, usò parole di commiato. Disse che la società era diventata troppo corrotta e che i fedeli dovevano lasciarsela alle spalle. Raccolse un gregge enorme e si spostò verso est, ben oltre le terre da cui era venuto. Condusse i suoi seguaci in un grande pellegrinaggio e lasciò solo un piccolo gruppo di fedelissimi per predicare il suo messaggio.

Sfortunatamente, lui e molti dei seguaci furono uccisi ai confini con l'Impero Peshni, evento che scatenò una serie di crociate contro gli elfi alti, considerati gli assassini del Profeta del Creatore. Le crociate durarono per anni, ma alla fine, anche se i Tarani riuscirono a conquistare ampie porzioni di territorio degli Elfi, ottennero solamente vittorie temporanee e con il tempo Peshni tornò alle sue dimensioni originarie.

Imperatore Corantine (312AV – 376 AV)

Dopo le crociate, molti re sognarono di unire Tarah sotto un nuovo impero. Il più grande di questi, Corantine, conquistò buona parte del continente occidentale, unendo centinaia di piccoli regni sotto la sua corona. Il regno di Corantine fu il più grande dalla caduta del Vecchio Impero. Nel 312AV dichiarò che la fede dei Profeti sarebbe divenuto l'unico culto ammesso. Ma le differenze tra le sette erano tali che non esisteva un corpo unico. Corantine quindi ordinò che fosse steso un Credo unico, dando origine così alla Chiesa dei Profeti. La dimora della Chiesa sarebbe stata Numa, dove era stata martirizzata Evera, e fu scelto uno Ierofante come suo leader. Un consiglio di Cardinali, in rappresentanza di ogni parte del regno di Corantine, avrebbe eletto lo Ierofante che avrebbe poi ricoperto quel ruolo a vita. La mossa senza precedenti diede alla chiesa un potere enorme, perché anche l'Imperatore non avrebbe potuto mettere bocca nelle questioni spirituali senza il loro permesso.

L'Impero di Corantine era grande, ma non durò molto dopo la sua morte. L'Imperatore divise la terra tra i suoi figli, che erano privi del grande acume politico del padre. Dopo pochi decenni, la situazione tornò molto simile a quella precedente e il mondo sprofondò nuovamente nel caos con la sola voce autorevole della Chiesa.

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